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Il ricordo di Luca Minelli di Vito Chiantera

Oggi cercavo su internet il curriculum di Minelli, volevo ricavarne la data di nascita.
Scrivendo il suo nome e cognome su un motore di ricerca il risultato è stato una sorpresa: quasi niente su di lui ma decine e decine di curriculum di colleghi che conosco e che in giro per l’Italia e l’Europa si occupano oggi di chirurgia mini invasiva.
C’erano davvero tutti, giovani o meno e in ognuno di quei curriculum era presente una citazione ad un corso, un master, una frequentazione o qualcosa che rimandava a Minelli.
Erano passati tutti di lì, lo avevano incrociato tutti, gli dovevano proprio tutti un pezzo della loro storia, e alla fine continuando a cercare…….ho trovato anche il mio.
Come descrivere un uomo così?
Come descrivere qualcuno che ha regalato un pezzo di vita professionale a tutti noi?
Forse ricordando  altro, l’uomo  dietro  al maestro, l’uomo  schivo difficile,  spigoloso  ma anche capace di incredibili sprazzi di umanità. Quello capace di mettersi in gioco e provare ad imparare, ancora ed ancora, senza nessuna vergogna, senza malizia. Quello capace di provare una empatia per  le sue pazienti quando  l’endometriosi  era quasi una cosa  da cui  nascondersi. O quello incapace di badare al denaro quando dal denaro avrebbe potuto essere sommerso.
Credo che il torto  più grande che si possa fare a qualcuno è concentrasi su come sia morto invece che ricordare e gioire per come sia vissuto. Ricordare qualcuno, nella memoria personale e più intima significa donare l’eternità, dare un senso a quella vita.
Ognuno di noi, noi che lo abbiamo incrociato, noi che ci siamo scontrati nella sua presenza, abbiamo oggi un dovere.
Io voglio fare la mia parte……e allora ricorderò l’uomo che alla fine delle giornate di lavoro mi portava a cena fuori e davanti ad un bicchiere di Amarone, chiedeva delle mie pene di amore dispensando consigli a cui forse non credeva neanche lui.
Ricorderò come spesso l’ho fatto arrabbiare, alle volte deluso, ricorderò delle volte in cui non sono stato all’altezza.
Ricorderò di come gli ho fuso il motore della macchina mettendo benzina al posto del diesel. Ricorderò di tutto e di come l’ho ritrovato sempre lì ad attendere che potessi fare meglio. Come un vero Maestro, con me come con tutti noi.
Devo a lui se sono andato in Germania, lo dovrò ringraziare sempre di avermi aiutato a partire quando trattenermi sarebbe stata la scelta più semplice.
Devo a lui molto di quello che sono e anche di quello che potrò essere in futuro.

Non riesco a dire molto altro se non che……..grazie Primario.

Vito Chiàntera

 

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